Ore 17

Invasioni biologiche. La minaccia ai nostri ecosistemi

Felicita Scapini, Elena Tricarico, Alberto Inghilesi, Lorenzo Lazzaro, Renato Benesperi, Bruno Foggi

immagine di specie alienaIl problema delle specie aliene, che turbano gli equilibri di ecosistemi già resi fragili da incontrollati interventi umani, è riconosciuto come un’emergenza a livello internazionale. L’Università di Firenze sta lavorando a progetti europei (SOS TUSCAN WETLANDS; AQUAINVAD-ED; RESTO con LIFE) per il monitoraggio, il controllo e possibilmente l’eradicazione di fauna e flora aliena e invasiva. Che influenze hanno le specie invasive sugli ecosistemi e sul nostro benessere? Perché siamo preoccupati per le invasioni biologiche? Cosa possiamo fare?

Ore 17.20

Controllo biologico ed equilibrio sostenibile. Il caso del ragnetto giallo

Sauro Simoni

Ragnetto giallo, Eotetranychus carpini
Ragnetto giallo, Eotetranychus carpini

In un agroecosistema, vigneto o altro, l’equilibrio naturale viene profondamente turbato quando gli antagonisti naturali e i predatori diminuiscono, e si verifica il consolidamento delle popolazioni degli organismi nocivi quali i fitofagi. In molte aree vitivinicole, l’uso di prodotti chimici e zolfo determina invece un effetto contrario, causando l’allontanamento dei predatori e l’espansione del fitofago.Il controllo biologico mira al mantenimento di un equilibrio sostenibile anche attraverso tecniche di immissione o incremento di antagonisti naturali e predatori che, oltre ad un efficiente grado di predazione e ridotta suscettibilità nei confronti di altri presidi impiegati in difesa, garantiscano la capacità di persistere sul territorio/vigneto anche nelle stagioni successive. In questo senso, per il dato storico e gli adeguamenti richiesti alla luce di nuovi contesti e scenari climatici, risulta di particolare interesse il controllo dell’acaro ragnetto giallo ottenuto con acari predatori fitoseidi in aree toscane di produzione di vini di pregio.

Ore 17.40

Le aree polari, il clima del presente e del passato

Roberto Udisti

Strumenti per lo studio del climaLe aree polari rappresentano dei laboratori naturali per lo studio del clima e dell’ambiente nel presente e nel passato. Per il periodo attuale, la caratterizzazione chimica dell’aerosol atmosferico in siti Artici (Svalbard e Groenlandia) e Antartici (Dome C) ha consentito di studiare l’impatto antropico su queste regioni, le più sensibili del pianeta ai cambiamenti climatici. Per le epoche passate, l’analisi di archivi climatici come le carote di ghiaccio e di sedimenti marini, ha permesso di osservare rilevanti variazioni ambientali su scala regionale e globale nell’ultimo milione di anni.

Ore 18

Recuperare le pinete degradate e migliorare il clima

Alessandra Lagomarsino

Pineta in stato di degradoLa degradazione delle foreste implica una minor capacità di assimilare CO2, un maggior rischio di incendi e un incremento di emissioni di gas ad effetto serra. Una gestione sostenibile per il recupero delle pinete degradate ha lo scopo di ripristinare i processi funzionali naturali quali la rinnovazione, aumentando la stabilità dell’ecosistema, la sua resilienza ed il potenziale di mitigazione dei cambiamenti climatici, riducendo la quantità di gas ad effetto serra emessi in atmosfera e aumentando la capacità di stoccare il carbonio per lungo tempo nelle piante e nel suolo.

Ore 18.20

Sviluppo di modelli di cuscinetti per turbomacchine

Anna Tangredi, Andrea Rindi, Benedetto Allotta, Enrico Meli, Alessandro Ridolfi, Amedeo Frilli, Daniele Nocciolini

Rappresentazione schematica di un sistema rotore supportato da cuscinetti magnetici
Rappresentazione schematica di un sistema rotore supportato da cuscinetti magnetici

La necessità di produrre tecnologie a ridotto impatto ambientale ha portato, nel campo delle turbomacchine per la produzione di energia, all’utilizzo di tecnologie basate su cuscinetti magnetici (AMBs), grazie ai quali è possibile ottenere elevate prestazioni. L’attività di ricerca riguarda lo sviluppo di modelli numerici in grado di rappresentare rotori sostenuti da AMBs e dotati di sistemi di supporto ausiliari basati su cuscinetti ad elementi volventi. L’obiettivo è sviluppare un tool in grado di fornire un valido strumento di supporto in fase di progettazione.

Ore 18.40

Mangiar pesce non è più una penitenza. Sovrasfruttamento dei mari e declino della pesca

Ugo Bardi, Ilaria Perissi, Alessandro Lavacchi

Rappresentazione grafica della progressiva diminuzione di specie marineNell’ambito del progetto europeo MEDEAS, l’Università di Firenze ha sviluppato dei modelli che descrivono diversi casi storici dell’andamento dell’attività di pesca. Questi modelli evidenziano la tendenza distruttiva dei pescatori a sovrasfruttare le risorse e causare il collasso degli stock ittici. Il sovrasfruttamento degli oceani sta causando una vera rivoluzione negli ecosistemi marini, come pure nelle abitudini alimentari umane: mentre una volta il pesce era considerato una penitenza per il venerdì di magro, oggi è diventato un cibo di lusso. Quali sono le prospettive per il futuro?

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