Ore 16.30

Il duello nell’Italia unita tra storia e letteratura

Irene Gambacorti

Il progetto, basato sullo studio delle fonti d’epoca, si propone di analizzare l’ampia diffusione della pratica del duello in Italia negli anni che vanno dall’Unità alla Grande Guerra. La ricerca storica sui fattori politici, sociali, giuridici che ne motivano il persistente successo, non solo tra i militari, ma tra uomini politici, giornalisti, e anche letterati, a dispetto delle proibizioni di legge, è integrata con lo studio dell’identità culturale e dell’immaginario artistico e letterario legato al duello, attestato nelle pagine di romanzi e drammi teatrali.

[Chiaro]

Ore 16,45

Chiose e miniature: passeggiata a margine della Commedia

Luca Azzetta

Presentazione di alcune chiose e miniature di commento alla Commedia di Dante realizzate dalla prima generazione dei lettori del poema, attivi a Firenze, che avevano conosciuto il poeta o i suoi amici. Attraverso la proiezione di immagini che riproducono alcune pagine di manoscritti della Commedia della prima metà del Trecento sarà possibile mostrare, sia pure per frammenti, alcune modalità con cui il capoluogo fiorentino si riappropriò della memoria e della poesia del suo cittadino più illustre, favorendo la diffusione e l’interpretazione della sua opera.

[Chiaro]

Ore 17

La trasformazione di Firenze: da città d’arte a creative fashion city

Luciana Lazzeretti, Stefania Oliva

Conosciuta come uno dei centri artistici e culturali del Rinascimento, Firenze rappresenta oggi una città creativa post-industriale, dove il settore culturale e la lunga tradizione artigianale costituiscono l’origine di un nuovo settore industriale orientato alla moda. La presenza di importanti case di moda e la vicinanza dei distretti industriali della pelle e del tessile hanno favorito la transazione di Firenze da città d’arte a città della moda. La ricerca ripercorre la nascita del cluster fiorentino della moda per comprendere la sua relazione con il patrimonio artistico e culturale della città.

[Chiaro]

Ore 17.15

Tecniche nucleari al servizio del patrimonio culturale

Lorenzo Giuntini

Le tecnologie della fisica nucleare trovano applicazione in numerosi campi anche apparentemente distanti culturalmente, come quello del patrimonio artistico e archeologico. Analisi non distruttive dei materiali usati in un’opera d’arte e datazioni sono le applicazioni più importanti. Alcune di queste analisi si possono effettuare anche con strumentazione portatile e sono in corso progetti in collaborazione col CERN di Ginevra per portare strumentazione nucleare dentro i centri di restauro, per fornire un aiuto diagnostico rilevante agli operatori del settore.

[Chiaro]

Ore 17.30

La storia giuridica nel patrimonio artistico europeo

Francesca Rossi

La costruzione del sapere giuridico europeo attraverso il linguaggio dell’arte, declinato nelle sue molteplici espressioni: pittura, letteratura, tragedia, musica. L’obiettivo è evidenziare come la memoria artistica, catturando i momenti rappresentativi della nostra storia giuridica, abbia contribuito a fondare la comune identità europea, di cui costituisce preziosa eredità e patrimonio culturale.

[Chiaro]

Ore 17.45

La resilienza della bellezza. Città storiche e calamità naturali in Italia

Francesco Salvestrini

In che modo alcune città storiche italiane, note anche come città d’arte, segnatamente Venezia, Firenze e Roma, dall’età tardoantica a quella moderna hanno affrontato le calamità naturali costituite da terremoti e inondazioni? L’intervento si sofferma soprattutto sulla percezione del rischio da parte delle popolazioni e sulle modalità di reazione agli eventi, sia da parte degli abitanti che delle istituzioni di governo.

[Chiaro]

Ore 18

Etruschi in Maremma: nuove scoperte nel territorio di Vetulonia

Luca Cappuccini

Gli etruscologi hanno svolto recentemente ricerche nel territorio di Vetulonia. Si ripercorreranno le acquisizioni ottenute nel corso degli ultimi anni sulla necropoli di San Germano e si presenterà la recente scoperta dell’abitato ellenistico connesso al riutilizzo di alcune tombe della necropoli orientalizzante-arcaica.