27 settembre 2019

Sede: Piazza San Francesco

 

Prenotazione aperta

 

Per saperne di più

Ovunque vada, l’uomo lascia tracce. E’ su questo semplice principio che si basa tutta l’attività di ricerca della polizia scientifica. Principio che viene teorizzato per la prima volta dallo studioso francese Edmond Locard con l’elaborazione della teoria dell’interscambio con cui afferma che, inevitabilmente, sulla scena di un crimine restano tracce di chi vi è stato e che, altrettanto inevitabilmente, lo stesso porta con sé tracce della scena.

Dall’orma lasciata dal primo uomo sulla luna, il 19 luglio 1969, più di 50 anni fa, la polizia scientifica ha fatto progressi notevoli passando da tecniche più o meno artigianali all’utilizzo di metodiche e tecnologie che permettono di dare notevole apporto all’attività investigativa. Si pensi, a solo titolo di esempio, all’estrazione dei profili genetici dei soggetti o alle indagini elettroniche, che si affiancano alle più tradizionali attività svolte in sede di sopralluogo o indagine dattiloscopica.

Possono, infine, ricordarsi, in tale contesto, i principi basilari dell’attività di sopralluogo, ancor oggi seguiti dalla polizia scientifica nella sua attività, elaborati per la prima volta dal Professor Salvatore Ottolenghi all’inizio del secolo scorso, che stabiliscono di procedere in tale attività da destra verso sinistra, dal generale al particolare, dal basso verso l’alto … e … aggiungiamo noi, per questa volta, fino alla luna.

 

PROGRAMMA DELL’INIZIATIVA

1 – Scena del crimine

Presentazione dei materiali e delle strumentazioni utilizzate sulla scena del  crimine (ore 16.00)
Ricerca e repertazione di tracce biologiche

Rilascio diplomi con impronta digitale (ore 16.30/17.00)

2 – Presentazione di un caso e proiezione di un cortometraggio in aula  (ore 17.00/18.00)

 

 

Organizzatore

Polizia di Stato